IV Centenario del primo miracolo della Beata Vergine della Ghiara

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La miracolosa
Immagine
della Beata
Vergine della
Ghiara in
Reggio nell'Emilia

Notizie storiche a cura di Giuseppe Adriano Rossi


Ha origini antichissime a Reggio Emilia e nel reggiano la devozione alla Madonna. Ne e' prova la stessa cattedrale, che ha il titolo di "Santa Maria Assunta".
Numerosissime in tutta la diocesi sono le chiese e gli oratori dedicata alla Vergine, per non parlare delle edicole sacre e delle maesta'. Ancora oggi, poi, sono visibili su abitazioni private dipinti, ceramiche, terrecotte rappresentanti Maria Santissima. Documentata e' pure la presenza di varie confraternite mariane.

"La miracolosa Immagine"
Nel 1569 un devoto cittadino reggiano, Ludovico Pratissoli, fece eseguire dal celebre pittore Lelio Orsi un disegno raffigurante la Beata Vergine con il Bambino. Infatti sul muro di cinta dell'orto dei Padri Servi di Maria, presenti a Reggio Emilia sin dal 1313, era un'antica immagine - ormai divenuta illeggibile - raffigurante la Beata Vergine.
Nel 1573 lo stesso Pratissoli incaricava il pittore reggiano Giovanni Bianchi, detto il Bertone, di tradurre in affresco il disegno dell'Orsi sul Cantone de' Servi, cioe' sul muro dell'orto. Oggi una memoria marmorea ricorda il luogo ove era ubicato il dipinto, essendo questo stato solennemente traslato nella chiesa. Nel 1595 Giulia Tagliavini otteneva la custodia dell'Immagine divenuta meta frequente di devoti; nel frattempo era stata resecata dal muro e portata entro una piccola cappella edificata con le offerte dei fedeli.

"Il Primo Miracolo"
Il 29 aprile 1596 avveniva il Primo Miracolo: per intercessione della Beata Vergine, davanti alla cui Immagine pregava, un giovane diciassettenne di nome Marchino, nativo di Castelnovo ne' Monti - localita' dell'Appennino Reggiano - muto dalla nascita otteneva la parola. Il prodigioso avvenimento provoco' un notevolissimo concorso di fedeli. Iniziarono anche i pellegrinaggi delle confraternite.

"L'approvazione del Papa"
Il vescovo Claudio Rangoni istrui' il processo canonico con sollecitudine; gli atti furono inviati a papa Clemente VIII, che approvo' il miracolo, come risulta da una lettera del 29 luglio 1596 della Sacra Congregazione dei Riti, nella quale venivano pure autorizzati i pellegrinaggi.

"I miracoli si moltiplicano"
Pochi giorni dopo, il 5 maggio, a Fivizzano (Massa) Margherita detta "la Caugliana", da diciotto anni inferma e obbligata a giacere nel letto, guari' dopo aver invocato la Madonna di Reggio, di cui le era apparsa in sogno la miracolosa Immagine.
Vari sono i miracoli ottenuti per intercessione della B.V. della Ghiara consistenti nel riacquistare la parola e l'udito: "Fa udire i sordi e parlare i muti" (Marco 7,37); tra questi: il quattordicenne Andrea di Castelnovo Sotto, muto dalla nascita (28 maggio 1596); la carpigiana Santa de Marchi, sordomuta dalla nascita (15 agosto 1596). Di questi miracoli, come di numerosi altri, esistono attestazioni nei processi canonici, in documenti autorevoli e nelle stampe. Altri miracoli riguardano i seguenti prodigi: i ciechi vedono (Mt 11,5), i morti risorgono (Mt 11,5), gli zoppi camminano (Mt 11,5). Particolare rilevante e' che frequentemente i miracolati sono bambini o giovanetti.
Di vari miracoli esiste nel Tempio una documentazione iconografica nelle grandi "tele dei miracoli" eseguite a poca distanza di tempo. Particolare fu la protezione accordata alla citta' dalla Madonna invocata sotto il titolo di "Beata Vergine della Ghiara" in occasione della peste del 1630. Di tale protezione pote' godere anche la vicina citta' di Modena che alla Madonna di Reggio elevo' la pregevolissima "Chiesa del Voto".
La Madonna della Ghiara venne invocata anche in occasioni di calamita' naturali, come il fortissimo terremoto del 1832.

"Il voto cittadino del 1945"
Non manco' neppure in occasione del secondo conflitto mondiale la benigna protezione della Vergine della Ghiara alla citta' di Reggio nell'Emilia.
Infatti il 15 aprile 1945 il vescovo Mons. Eduardo Brettoni innalzava nel Tempio un solenne "voto sacro della citta' di Reggio e suburbio alla Beata Vergine della Ghiara per ottenere protezione e conforto nei pericoli incombenti, per le offese del fronte e per la violenza delle civili discordie". Esso consisteva nell'impegnarsi per sette anni a celebrare in modo solenne, come giorno festivo, la festa del Primo Miracolo (29 aprile) e ad innalzare in uno dei quartieri operai della periferia, privi di chiesa, un tempio votivo dedicato alla Beata Vergine con il titolo di "Regina Pacis". La citta' venne risparmiata; il voto venne rispettato e negli anni '50 veniva realizzata la chiesa. Una memoria perenne dell'avvenimento e' assicurata da un'iscrizione latina nel monumento marmoreo collocato sul fianco destro del Tempio della Ghiara, posto ove era stato dipinto dal Bertone il dipinto raffigurante la Beata Vergine con il Bambino.


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